

C’è qualcosa di profondamente contemporaneo – e al tempo stesso quasi provocatorio – in questo Blanc de Blancs da Sauvignon Blanc prodotto sulle colline reggiane. L’idea di applicare il Metodo Classico a un vitigno semiaromatico potrebbe sembrare, a prima vista, un esercizio stilistico audace; eppure, osservando più da vicino il contesto pedoclimatico, questa scelta rivela una coerenza sorprendente.
I vigneti, collocati tra i 250 e i 350 metri di altitudine, beneficiano di suoli ricchi di argilla e calcare, attraversati da venature gessose, e di esposizioni favorevoli a sud. Qui, le escursioni termiche marcate contribuiscono a preservare un patrimonio acido essenziale per la produzione di spumanti di qualità, conferendo al vino tensione e precisione.
La vinificazione segue un’impostazione rigorosa ma non priva di personalità: fermentazione in acciaio a temperatura controllata, quindi presa di spuma con liqueur de tirage prodotta internamente e un lungo affinamento sui lieviti, di almeno 36 mesi. La sboccatura è completata da una liqueur d’expédition ottenuta da selezionate vecchie annate, elemento che introduce una sottile complessità evolutiva e un legame con la memoria della cantina.
Nel calice, il vino si presenta con un perlage finissimo e persistente, preludio a un profilo olfattivo elegante e stratificato, in cui emergono note di fiori di campo e mela verde, accompagnate da delicati richiami di panificazione. Al palato, la struttura è ampia ma sempre sostenuta da una viva freschezza agrumata, che ne definisce il ritmo gustativo e ne prolunga la progressione.
Ne risulta uno spumante di grande equilibrio, capace di coniugare immediatezza espressiva e potenziale evolutivo, interpretando il Sauvignon Blanc in una chiave insolita ma convincente, dove freschezza, complessità e identità territoriale si incontrano in modo armonico.
| Annata | 2020 |
| Data di degustazione | 08/04/2026 |
| Degustatore | Marcello Leder |
| Punteggio | 85/100 |